Danza

Lo spettacolo si basa su coreografie e musiche originali del periodo storico compreso tra il 1500 e il 1800, ritrovate nel corso degli anni presso i numerosi archivi storici della Valsesia. Si articola in tre tempi di circa mezz'ora l'uno caratterizzati da temi diversi: il primo tempo presenta danze tipiche della città di Borgosesia; il secondo è imperniato su balli e canti dell'ultracentenario Carnevale durante il quale Borgosesia si trasforma - ancora oggi - nel regno di S.M. Peru Magunella.

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I festeggiamenti si susseguono senza sosta per oltre un mese, in una girandola di banchetti, danze, canti e musica. Il terzo tempo presenta danze dell'Alta Valsesia, al ritmo di musiche spesso importate dai Paesi d'Oltralpe. Durante questa parte di spettacolo le ballerine indossano costumi autentici di diversi villaggi valsesiani. Molti balli sono arricchiti - così era la nostra tradizione - dall'uso di "oggetti impropri" quali scialli antichi, rocche e fusi, ombrellini, a formare coreografie preziose per colore e originalità.

Il Canestrello: vecchia danza di Crevacuore. Caratterizzata da 4 temi musicali differenti: valzer, skottisch, mazurka e polka. Prende il nome dal dolce tipico del paese, il Canestrello appunto. E' un biscotto cotto sulla fiamma viva del fuoco a legna. Veniva cucinato dalle donne di Crevacuore , negli angoli delle piazze, nei giorni di festa. Crevacuore si trova alla confluenza di quattro vallate, ognuna con tradizioni diverse. Ecco perché il ballo Canestrello è composto da quattro tempi musicali distinti. In origine ogni gruppo di valligiani che confluiva in paese durante le festa dava prova della propria bravura e maestria (quasi in una "singolar tenzone") presentando le proprie danze. Con il passare del tempo la "contesa" si stemperò in un unico ballo corale nel quale si fusero le varie tradizioni.

La Gagliarda: danza del XVI secolo che veniva eseguita nelle case nobili di Borgosesia. Ritmo lento della musica e figure di ballo molto "compite" sono chiaro indice che questo ballo trae origini dal periodo medievale quando era impensabile potersi stringere a coppia per ballare.

Polka degli Scialli: veniva ballata nel 1800 sulle piazze di Borgosesia in occasione delle sagre. Prende il nome dagli scialli che le ballerine indossano per l'occasione - molti di questi sono originali del 1700 - e che durante il ballo vengono usati per comporre figure e coreografie.

Bal d'la Lana: seguendo la tradizione del 1600, quando Borgosesia era, come oggi, capitale della lavorazione laniera in Italia, i cavalieri offrono rocca e fuso alle fidanzate a conferma della domanda di matrimonio.

Bal ad San Peru: polka nata nel 1800 e dedicata al santo patrono della città. Veniva infatti ballata il 29 giugno, giorno di S. Pietro. Dal giorno della sua fondazione il nostro Gruppo Folkloristico ha il merito di aver riportato sulle strade e sulle piazze la tradizione di questo ballo integrandolo nella realtà borgosesiana odierna. Infatti, nel giorno del Santo Patrono, ballerini e orchestra sfilano per la città riproponendo ed insegnando ai borgosesiani questa tipica danza.

Munfrinna dal Nonu: tipica danza Piemontese del 1800. Veniva ballata in quasi tutti i paesi e le città del nostro Piemonte. Ovviamente assumeva sfumature diverse di volta in volta, proprie di ogni luogo. A Borgosesia era caratterizzata da un ritmo musicale molto allegro, basato su un tempo di sei/ottavi, e si presentava come una danza molto vorticosa e divertente.

Minuetto di Corte: eseguito a Borgosesia nel periodo di Carnevale alla corte di re Peru Magunella. Risale al 1700. Come tutte le città in cui si festeggia il Carnevale, durante questo periodo Borgosesia si trasforma in una corte a capo della quale c'è il Re del Carnevale, Peru Magunella con la sua consorte Gin Fiammàa. Nel 1700 il ballo più di moda in tutte le grandi corti d'Europa era sicuramente il Minuetto ed essendo il Carnevale borgosesiano risalente a tale periodo anche il nostro Minuetto di Corte conta ormai oltre tre secoli di storia.

Vecchio Carnevale: è una selezione delle più famose canzoni e danze "storiche" del Carnevale Borgosesiano. Nella nostra città c'è la tradizione che con ogni Carnevale nasce una nuova canzone. Le più belle e, per noi, più famose, sono state riunite dal Gruppo Folkloristico in un "coktail" di canti e balli che prende appunto il nome di vecchio Carnevale.

La Ghirlanda: proveniente da Roasio, questa danza veniva ballata nell'antichità per festeggiare l'arrivo della primavera. Le ragazze intrecciavano ghirlande di fiori che venivano impiegate per formare figure coreografiche del ballo. Nella tradizione popolare questo ballo prendeva anche il nome di Trikki - Trikki dovuto al ritmo incalzante e quasi ossessivo della sua musica.

Ballo degli ombrelli: a tempo di skottisch. Le ballerine maneggiano con grazia dei parasole in seta rossa a frange nere copiati da un modello autentico di fine '700.

Nel breve spazio di poche decine di chilometri, risalendo la valle, ci si addentra in un mondo completamente diverso per quanto riguarda cultura, tradizioni, usi, costumi e folklore. Nei piccoli villaggi e paesi dell'Alta Valle, fortunatamente, le tradizioni si sono conservate perfettamente tanto da non essere mai state influenzate dalla società moderna e far parte ancora oggi della quotidianità. E' quindi molto frequente incontrare signore che vestono comunemente il costume tradizionale o imbattersi in feste tipiche paesane che non hanno mai cessato di esistere.

Carcofina: antica danza di Carcoforo, il più piccolo comune d'Italia, situato in alta Val d'Egua.

La Badoise: ballo importato attraverso il Monte Rosa ad Alagna dalle etnie Walser, qui emigrate nel Medio Evo dall'Oberland Bernese. Nel Piemonte francofono, particolare curioso, esiste un piccolo angolo in cui si parla un dialetto tedesco! Trattasi delle alte valli ai piedi del Monte Rosa di cui Alagna fa appunto parte. L'emigrazione che portò i Walser a valicare le Alpi portò altresì una buona parte di queste genti a seguire, dall'altro versante delle stesse, il corso del Rodano fino al suo sbocco nel Mediterraneo. Ritroviamo quindi la Badoise in tutte le città bagnate dal grande fiume d'Oltralpe. Chiaramente, in ognuna di queste, con l'andare del tempo, ha assunto sfumature e nomi diversi.

Jutza: tipica di Rimella, la Jutza fu importata dagli emigranti. E' di chiare origini tirolesi. Questo piccolo paese è sito sulle pendici delle montagne di una stretta ed impervia valle. La strada per raggiungerlo è scavata nella viva roccia e, molto frequentemente, a causa delle valanghe, per lunghi periodi invernali Rimella restava isolata. In simili condizioni gli uomini erano obbligati ad emigrare cercando lavoro altrove. Essendo validi montanari preferibilmente si recavano in altri luoghi montani dove però la natura era più generosa che nella loro terra natale. Nei secoli scorsi era sicuramente la ricca Austria, con il suo "accessibile" Tirolo, ad attirare l'attenzione di questi uomini i quali ritornando a casa alla fine della loro carriera di lavoro portavano con sé gli usi e i costumi dei popoli pressi i quali erano emigrati.

Bal d'la Lana: seguendo la tradizione del 1600, quando Borgosesia era, come oggi, capitale della lavorazione laniera in Italia, i cavalieri offrono rocca e fuso alle fidanzate a conferma della domanda di matrimonio.

L'Ariosa di Cellio: risale alla fine del 1500. Era ballata a Cellio in occasioni di matrimoni. E' il ballo più antico del nostro repertorio. Non esistevano veri e propri passi obbligatori di danza perchè era un grande girotondo che veniva ballato intorno al pozzo del villaggio. Tutto il paese poteva quindi partecipare ed era il modo più simpatico per poter omaggiare la sposa, da parte di tutti, nel suo giorno più bello.

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